Il film dedicato ad Anita Gambarutti Orfei
Anita delle Amazzoni

Un film di Roberto Bianchin & Piero Fontana
Con: Anita Gambarutti Orfei
Musiche: Paride Orfei
Produzione: Circo dei Sogni Entertainment & MusicaNova
Edizioni: I Antichi Editori
E’ consigliata la prenotazione: info@memorialnandorfei.it
Quando Nando Orfei chiuse il suo circo, perché aveva capito che il tempo era venuto, sua moglie, Anita Gambarutti, anche lei una stella del circo, lasciò aperte porte e finestre della sua caravan, e continuò a viverci anche dopo la scomparsa del marito, rifiutando quasi sdegnosamente la proposta di trasferirsi in una casa “normale”.
Anche oggi che sono passati venticinque anni da quel giorno, vive ancora in quella caravan doppia “Modello Marzolini”, lunga come un treno (misura la bellezza di ventiquattro metri), in cui ha trascorso la maggior parte della sua vita.
La camera da letto, con un lettone matrimoniale alto come un baldacchino, il copriletto di pizzo bianco traforato come nelle case di una volta, è rimasta intatta. Da quando Nando non c’è più, Anita non dorme più qui. Si è ritirata in una stanza più piccola. Per pudore, forse. Per non turbare un ricordo. Per rispetto di ciò che è stato. Ciccio e Ulisse, i suoi Jack Russel, le scodinzolano intorno mentre bagna le piante di un giardinetto fiorito.
Dopo aver macinato migliaia di chilometri per le strade del mondo, la fida “Marzolini” si è spiaggiata nel verde di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, a un tiro di fionda da dove il circo di Nando concluse il suo viaggio. Dalle finestre si vede ancora un tendone da circo. Anzi due. Sono quelli della scuola di arti circensi “Academy Circus” del Piccolo Circo dei Sogni, fondata e diretta da Paride, il figlio primogenito. Anita non ha incarichi operativi, ma il suo sguardo è sempre vigile e attento, e il suo consiglio ricercato e gradito. Come i suoi risotti.
E’ in questa oasi di velluto, dove i ricordi sono lucidati con cura e il presente vissuto con passione, che in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, Anita Gambarutti Orfei apre lo scrigno della sua anima e racconta la sua vita al giornalista e scrittore Roberto Bianchin, Premio Massimo Alberini per la critica circense, nel film “Anita delle Amazzoni” realizzato con il regista e film maker Piero Fontana, e prodotto da Circo dei Sogni Entertainment e MusicaNova, con le musiche di Paride Orfei. Si tratta di un “corto” di quarantacinque minuti in cui rare e preziose immagini d’epoca si alternano ai racconti di Anita, straordinaria acrobata, cavallerizza, addestratrice, direttrice e imprenditrice, che ha scritto pagine importanti nella storia del circo italiano.
Nata casualmente a Prato (perché il circo passava di là…) il 20 gennaio del 1941 da Romana Fusignani e da Bruno Gambarutti, acrobata ciclista e verticalista, tre fratelli (Daniela e Clara, anche loro artiste, e Mario), Anita ripercorre, attraverso le sue vicende personali, un secolo di tradizione circense, di passione artistica, e di vita vissuta sotto lo chapiteau. Ne vien fuori un quadro, spesso inedito, del periodo d’oro del circo italiano e delle grandi produzioni della famiglia Orfei. Il racconto di Anita è sobrio, asciutto, il quadro è nitido. La parola è ferma, talora tagliente. Nessuna retorica. Nemmeno nostalgia .
Si muove sicura in luoghi magici e nascosti che non aveva mai svelato prima d’ora
alla macchina da presa. Tra la sua caravan traboccante di ninnoli e di album di vecchie foto in bianco e nero tenute bene in ordine, e la spettacolare e ultra centenaria Caravan Bistrot, che era il bar del circo, popolata dalle immagini dei personaggi celebri che l’avevano frequentata. Seduta in quello che fu l’ufficio di Nando, conservato come allora, sfoglia i giornali dell’epoca e consulta le carte dell’archivio privato con le lettere segrete dei potenti di un tempo, mentre si mette ancora alla macchina da cucire nella caravan della sartoria da cui uscivano i mirabolanti costumi dei grandi spettacoli (ve ne sono ancora centinaia…), e si esibisce ai fornelli della “Cucina Fellini”, alta e imponente come un bastimento, una grande tavola imbandita al posto dei letti, come faceva quando il grande regista che aveva voluto “Nandino” in alcuni dei suoi film più celebri, piombava nel cuor della notte affamato di tortellini.
E’ un viaggio nella storia. Ma con gli occhi bene aperti sul futuro, che sono quelli dei trecento ragazzi che imparano le arti circensi sotto il tendone della scuola.
Rimpianti? “Nessuno. Io ho vissuto in una fiaba”.
“Anita delle Amazzoni”, dopo l’anteprima di settembre nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, verrà proiettato al Memorial NandOrfei di Peschiera Borromeo, domenica 11 ottobre 2026 alle ore 12.15 nella Biblioteca Comunale “Giuseppe Gerosa Brichetto”. Saranno presenti gli autori e la protagonista.
