di Gioia Orfei
Il circo è stato fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo ma credo soprattutto lo sia stata nei pittori.
Perché la scelta di dedicare per la seconda volta le mostre del memorial Nando Orfei alla pittura?
Proprio perché da sempre i dipinti riescono a farci sognare entrando in quell’immaginario che va oltre l’impatto visivo, trasformando in poesia su tela tutto ciò che il mondo del circo riesce a trasmettere.
Credo che nessuna arte più della pittura sia mai riuscita a cogliere così attentamente sul circo ogni sua singola emozione, esprimendola con i suoi svariati stili e sfaccettature e realizzando a mano libera attimi di puro sentimento.
Tra la pittura e il circo è amore incondizionato, realtà visione magia e colore si fondono per donarci immagini eterne.


Personale del pittore Thomas Zerbato
La mostra propone una visione del circo come universo reale e sospeso, fatto di energia, memoria e colore.
Gli animali sono il fulcro del percorso espositivo: presenze forti e sensibili, protagoniste della pista e della sua magia.
Accanto a loro emergono gli artisti, le atmosfere del tendone, i numeri circensi e il carrozzone della tradizione viaggiante.
Il colore è il linguaggio principale delle opere, intenso e libero, espressione di un circo in continuo movimento.
Il percorso espositivo comprende anche opere ispirate alla figura di Nando Orfei, alcune delle quali ne evocano la presenza attraverso un linguaggio simbolico, in omaggio a un uomo che ha lasciato un segno profondo nella storia del circo.
Animali in pista, artisti in cornice: due presenze che, insieme, raccontano l’anima più autentica del circo.
di Enzo Rutigliano
La mia passione per il circo è nata da bambino, quando mio papà mi portava sotto il tendone.
L’odore della segatura, le luci, i costumi: per me era un mondo magico che non ho mai dimenticato.
Oggi quella magia la ricreo con le mie mani. Realizzo miniature usando solo materiali semplici, quelli che tutti abbiamo in casa: carta per la realizzazione dei carri, il cartoncino che intaglio per riprodurre le antenne americane che sostengono lo chapiteau, la stoffa per il tendone, pennarelli per i dettagli, filo di ferro per ricreare i cavi che sostengono la struttura. Persino la spugna per lavare i piatti diventa una perfetta balla di fieno mentre la “terra” della pista nasce mescolando cacao e farina per ottenere la segatura.
A 40 anni, grazie alla Famiglia di NANDO ORFEI, ho realizzato un sogno: esibirmi in un circo vero per una trasmissione televisiva.
Ma il mio spettacolo continua ogni giorno nel laboratorio, dove creo miniature dedicate alle grandi famiglie circensi che hanno fatto la storia di questa arte.
Perché il circo non è solo spettacolo è famiglia, è sacrificio, e poesia.
E io provo a racchiuderlo tutto in pochi centimetri.

La mostra di pittura e la mostra di modellismo circense verranno inaugurate da Gioia Orfei, alla presenza degli autori, lunedì 5 ottobre 2026 alle ore 18.00 alla Galleria Borromea di via della Liberazione 8, e rimarranno aperte fino a domenica 11 ottobre, tutti i giorni in orario 9.00-21.00. Ingresso libero.

“Prima dell’entrata” di Silvio Sangiorgi
Dietro le quinte buie di cartapesta,
sotto cappelloni e paludamenti,
è il momento dei riti scaramantici:
fieri sazi musi e soavi muse
con una pletora di marcantoni
dai respiri ritmici e rumorosi
toccano ferro, taluni si leccano,
altri, divorati dalla paura
pregano nelle loro teste vuote
divinità dappertutto scocciate.
IL CIRCO È IN CITTÀ
Personale del pittore e poeta Silvio Sangiorgi
La mostra d’arte, “Il circo è in città” di Silvio Sangiorgi, dichiara chiaramente l’obiettivo dell’esposizione: riportare la magia del circo – un tempo celebrato unanimemente come “il più grande spettacolo del mondo” – direttamente nel cuore pulsante dei centri abitati, restituendo alle città una tradizione dello spettacolo e dell’intrattenimento senza tempo.
I ritratti di uomini, donne e ragazzi, protagonisti delle varie discipline del circo, raccontano attraverso i loro occhi storie appassionate di momenti vissuti durante la parata di invito, dietro le quinte e sulla controporta l’istante prima l’entrata in pista.
Gioia, paura, sorpresa, tristezza, rassegnazione sono solo alcune delle emozioni sondate, come il brivido, l’eccitazione e la meraviglia sono reazioni di fronte a qualcosa di grandioso e allo stesso tempo spaventoso.
Tutti gli interpreti circensi vivono in spazi emotivi riferiti non solo attraverso l’osservazione delle loro pose, ma anche raccontati storicamente dall’autore stesso, infine, attraverso la poesia, svelati nei loro sentimenti, pensieri e riti scaramantici. Insomma, tre possibili interpretazioni, tre livelli di profondità nell’abisso dei cuori e delle menti umane, per poter comprendere e forse essere compresi.
Questa è la forza mai sopita dell’Arte del Ritratto.
di Enrico Ferraresi
Mi chiamo Enrico Ferraresi e vivo a Milano. La mia passione per il mondo del circo nasce nel 1973, durante una vacanza, quando arrivò il Circus on Ice di Moira Orfei. In quell’occasione ebbi la fortuna di assistere sia al montaggio delle strutture sia agli spettacoli. Rimasi profondamente affascinato da quell’atmosfera unica, e da quell’esperienza nacque il desiderio di rivivere quelle emozioni attraverso la costruzione di un circo in miniatura.
Fin dall’inizio decisi di utilizzare modelli in scala 1:50, una scelta che è rimasta invariata nel tempo. Il primo chapiteau che realizzai era a due antenne: un semplice tendone in cotone con strisce colorate disegnate con i pennarelli.
Nel Natale dello stesso anno ricevetti in regalo alcuni modellini della Corgi Toys del circo Chipperfield. A questi aggiunsi alcune roulotte della Norev, recinti e animali, inserendo anche piccoli faretti per l’illuminazione. Nacque così il mio primo plastico, che chiamai “Enrico Full”.
Negli anni successivi continuai ad acquistare modellini a Parigi, in Svizzera e naturalmente a Milano. Molti di questi non appartenevano originariamente al mondo del circo, ma vennero e vengono tuttora trasformati e adattati con la massima cura per ricreare nel modo più realistico possibile l’atmosfera dei circhi degli anni ’70 e ’80.
Nel 2016 partecipai al secondo Mercatino del Circo di Brescia. Per quell’occasione realizzai un nuovo chapiteau a quattro antenne, bianco con stelle rosse in PVC. L’anno successivo, sempre a Brescia, costruì un ulteriore chapiteau in cotone impermeabile a strisce. Per i teli di giro e la cupola utilizzai il PVC, installando quattro antenne e due traverse a traliccio.
Questo è il modello che appare nelle fotografie di questa galleria. Il montaggio richiede circa quattro ore, mentre lo smontaggio richiede circa due ore. Attualmente l’intero plastico occupa una superficie di circa 8 metri quadrati.

La mostra di Sangiorgi verrà inaugurata da Gioia Orfei, alla presenza dell’autore, alle ore 18.00 di giovedì 8 ottobre 2026 al Piccolo Circo dei Sogni di via Carducci 6/b e rimarrà aperta fino a domenica 11 ottobre a partire da un’ora prima di ogni spettacolo.
L’esposizione dei modellini di Ferraresi sarà visitabile negli orari di spettacolo dei giorni 9, 10 e 11 ottobre.
